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Rivista italiana di comunicazione pubblica

Si tratta di un'evoluzione che ha riguardato soggetti diversi: le istituzioni, la politica, le associazioni sociali e della rappresentanza. Soggetti che si rivolgono al cittadino e che interagiscono tra di loro.

La nuova stagione della comunicazione pubblica ipotizza come essenziale questo spazio - di rappresentazione, concertazione, comunicazione, trasparenza e servizio - in cui tali diversi soggetti dialogano, si confrontano, fanno patti. Questo primo volume contiene scritti dedicati alle questioni identitarie e agli sviluppi della comunicazione politico-istituzionale.

Cliccando acconsento al trattamento dei dati come specificato nell'informativa privacy. Autori e curatori. Stefano Rolando. Economia e gestione delle aziende ed enti pubblici - Comunicazione pubblica - Comunicazione esterna. Relazioni pubbliche. Indice Nadio DelaiPremessa. La dimensione settoriale Stefano RolandoIntroduzione.

Quadro di riferimento. Colloquio con Giuseppe De Rita Nuova cittadinanza, nuovi diritti. La politica. Il diaframma della fiducia. Il contesto istituzionale. Rappresentare il paro ordinamento Comunicare l'Europa.

Nel processo incompiuto delle riforme Comunicare le istituzioni. L'azione di governo, tra coordinamento e controllo Paolo PietrangeloComunicare il sistema delle autonomie nel "pari ordinamento" Comunicare alle istituzioni. I public affair Oltre alla delega. La comunicazione per gestire la rappresentanza. La pubblica amministrazione. Cerniera o barriera? Relazione al Parlamento sulla situazione della PA. Lo stato della comunicazione militare Giovanni NistriComunicare sicurezza e ordine pubblico.

Trasparenza e riservatezza, l'informazione e la Pubblica Sicurezza Luigia Mariotti CullaComunicare nel sistema giustizia. Le problematiche applicative Massimo IolyLe relazioni tra fisco e cittadini Isabella FontanaComunicare la statistica Comunicare i servizi pubblici territoriali Alessandra MazzeiLa comunicazione interna della PA.

Come affrontare l'innovazione organizzativa Aurelio G. MauriIl marketing per il settore pubblico Alessandro PapiniLa PA alle prese con l'innovazione tecnologica E-democracy nel quadro dell'innovazione delle pubbliche amministrazioni Il nuovo scenario della rappresentazione del settore pubblico.

Colloquio con Luigi Mazzella Il cittadino-utente.

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Colloquio con Giampaolo Fabris. Tutti i campi devono essere compilati. Nome e cognome Email Cliccando acconsento al trattamento dei dati come specificato nell'informativa privacy. Newsletter La tua opinione I blog degli autori. Teoria economica Storia del pensiero economico Economia monetaria Economia industriale Economia europea e internazionale Economia del lavoro Economia agro-alimentare Economie locali, economia regionale Economia ambientale e dei trasporti Demografia e statistica Economia e gestione aziendale Economia degli intermediari finanziari Economia del turismo, del commercio e dei servizi Economia e gestione delle aziende ed enti pubblici Politica economica e finanziaria Annali Pubblicazioni in Open Access.E a questo proposito siamo indubbiamente in ritardo.

Ritengo che tutte quelle forme di comunicazione, provenienti da organismi pubblici o privati, che presentano tali caratteri costituiscano oggi il campo della comunicazione pubblica. Queste richieste riguardano in primo luogo i servizi, ma anche tutte le comunicazioni ad essi connesse. Lo sviluppo dello stato sociale che ha interessato gran parte delle democrazie europee a partire soprattutto ma non esclusivamente dalla fine della seconda guerra mondiale ha contribuito ad aumentare il numero delle prestazioni dei servizi verso i cittadini nel campo degli affari di interesse generale.

Gli accresciuti costi dei tanti servizi pubblici inseriti nella logica dello stato sociale hanno determinato una loro diversa regolamentazione ed un loro diverso tipo di finanziamento pur quando essi rimangono appannaggio dello stesso stato.

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Kotler, Tra queste vanno sicuramente menzionate le istituzioni sanitarie. Tale sviluppo comincia dai media elettronici, radio e televisione, ma coinvolge anche tutti gli altri mezzi. Basti pensare che nel decennio in questione la diffusione della stampa quotidiana in Italia passa dai cinque milioni di copie vendute al giorno del cifra fino ad allora stabile da decenni ai sette milioni del Le conseguenze sono diverse.

Ne citiamo soltanto due: lo stato riduce progressivamente il suo peso in quanto produttore di comumcazione. Non solo al monopolio pubblico radiotelevisivo si affiancano ora le televisioni private, ma complessivamente il ruolo dello stato viene ridimensionato: tutta la comunicazione che fa capo ad esso diventa minoritaria rispetto alla comunicazione prodotta da soggetti privati che mirano al profitto.

Lo stesso stato aveva propri canali di comunicazione che era in grado di controllare direttamente. Progressivamente, tutte queste reti di comunicazione tendono a perdere importanza fino a scomparire. Alla stessa maniera, questi messaggi devono ora adeguarsi alle logiche di selezione, e quindi di scambio, di un sistema dei mass media ora quasi esclusivamente attento alle esigenze della competizione commerciale.

Spieghiamo questo punto. Non dotarsi di un sito aggiornato o addirittura non averlo per nulla costituisce oramai una deficienza che poche organizzazioni oggi possono permettersi. Appadurai A. Blumler J.

Gli studi sulla pubblica amministrazione in Italia

Delai N.To browse Academia. Skip to main content. Log In Sign Up. Unione europea e promozione di sani stili di vita. Cristiano Bee. Questi sono alcuni dei titoli apparsi recentemente sulla stampa naziona- le1 nei quali veniva descritta la proposta della Commissione europea di ren- dere obbligatoria la presenza di immagini scioccanti sui pacchetti di siga- rette.

Le conclusioni sono di entrambi gli autori. Gadottiper le utili e stimolanti riflessioni sulla comunicazio- ne europea.

Ne vedremo un esempio con il fumo.

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Si tratta peraltro di contrasti inevitabili se si considera che sino alla fine degli anni novanta ancora vigevano in materia di fumo normative molto diverse nei Paesi membri.

Al fine di definire una strategia coerente in tale ambito, le istituzioni comunitarie hanno prodotto un insieme di direttive finalizzate sia a regolamentare il fu- mo nei luoghi pubblici sia a incrementare la comunicazione sul fumo.

Per non dilungarci troppo, ne citiamo solo alcune relative in particolare alla comunicazione audiovisiva e alla grafica del packaging dei pacchetti di sigarette. Ovviamente, esse sono strettamente intrecciate tra loro.

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Nei prossimi paragrafi prenderemo in considerazione, in particolare, le campagne sociali paneuropee di sensibilizzazione contro il fumo. Il cambiamento nella percezione del fumatore era quindi il nodo princi- pale attorno al quale i toni e i messaggi della campagna paneuropea19 furo- no costruiti. Nel panorama delle campagne sociali di lotta contro le dipendenze si possono rintracciare iniziative sia in Italia che in America che hanno scel- to questa strategia di comunicazione.

Ma ve- diamo la campagna.

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Proprio per sottolineare tale felice coincidenza la campagna paneuropea, nella prima fase, si avvale di testimonial prove- nienti dal mondo del calcio: giocatori famosi quali Zidane, Raul, Figo, Mpenza, Ballack, Maldini, Inzaghi prestano il loro volto agli spot televisivi. Dichiarazioni forti contro il fumo fatte da star del calcio europeo soster- ranno i giovani nella loro decisione di non fumare. La scelta di personaggi famosi come testimonial viene peraltro confer- mata nella seconda fase della campagna di fine anno.

Nel novembre vengono scelte infatti alcune star20 della musica pop per i nuovi spot diffusi Il claim della campagna Feel Free to Say No Sentiti libero di dire no evo- ca e rafforza il logo rappresentato da due sigarette incrociate divieto di fumo. Il tono di voce si adegua al contenuto e si fa serio. Due sono le advertising proposition scelte per la campagna stampa. In Italia gli spot furono trasmessi su Rai Due e su Italia 1. Sassatelli Alla fine della campagna, le istituzioni europee decidono di monitorarne le prime fasi, attraverso una ricerca qualitativa.

Anche i ra- gazzi e le ragazze scelti per la campagna stampa sono percepiti come scar- samente rappresentativi del mondo dei giovani, troppo simili forse allo ste- Il sito Internet www. Anche la scelta di utilizzare unicamente la lingua inglese senza tradu- zione non si rivela del tutto felice. Del resto se si pensa che il target della campagna erano principalmente giovani di anni, certo la comunica- zione in lingua inglese non ha giovato alla buona comprensione del mes- saggio, che viene percepito come estraneo e distante.

Gli spot differiscono dai precedenti non tanto per gli obiettivi, quanto per la strategia comunicativa e argomentativa scelta. La ricerca di concretezza diventa il lait motiv della campagna in un evi- dente sforzo di avvicinarsi al pubblico dei giovani attraverso la rappresen- tazione di situazioni quotidiane verosimili, in cui i danni del fumo anche se non si manifestano in tutta la loro crudezza, vengono rappresentati in modo ugualmente forte, come danno alla propria bellezza nel caso della ragazza; come danno fisico tosse cronica ma anche danno professionale nel caso del cantante esordiente.

Il danno fisico e il fallimen- to professionale, solo evocati nella prima fase della campagna, qui prendo- no una forma visibile e di maggior impatto. Vassiliou ha recentemente sostituito il precedente Commissario europeo Markos Kyprianou. Descriviamo ora brevemente gli spot.Stefano Rolando — Pubblicazioni Libri, contributi a libri, saggi, articoli, note di commento per materia Breve introduzione Un primo spunto del tutto personale.

Stefano Rolando 1 Nota per Rivista italiana di comunicazione pubblica 4. Pubblicato il Skip to content Web seminar del Club di Venezia sul tema comunicazione istituzionale in Europa e Covid Comunicazione pubblica ai tempi di Covid by Stefano Rolando on June 11, June 11, in Comunicazione e situazioni di crisiComunicazione pubblicaIstituzioniMedia e informazioneRivista italiana di com.

Caso Coronavirus. Approfondimento delle questioni comunicative che emergono dopo una settimana di fronteggiamento. Stefano Rolando.

Club di Venezia dicembre Stefano Rolando: intervento di apertura e nota redatta a conclusione. Smart city e trasformazione digitale. Se la UE decidesse di rilanciare sul serio la sua comunicazione… by Stefano Rolando on October 17, October 17, in Comunicazione pubblicaEuropaIstituzioniRivista italiana di com.

Tra gialloverdi e giallorossi. Dinamica di una crisi di governo. Posts navigation Page 1 Page 2 Page 3.Luci e Da quel momento, il processo di comunicazione delle strutture pubbliche entra nel dibattito istituzionale come uno dei temi principali. Esso si intreccia con altri percorsi che contribuiscono a delineare uno scenario complesso, nel quale si incontrano e si confrontano diversi attori e diversi contesti.

Tre sono in particolare gli aspetti da segnalare:. Questa sembra essere una delle direzioni principali che orienteranno le politiche pubbliche nei prossimi anni attraverso i piani di e. Vengono istituiti con il d.

Quali tra i compiti assegnati, vengono realizzati? La soddisfazione viene messa in relazione con il tipo di lavoro che permette di stare in contatto con i cittadini e di risolvere i problemi che vengono posti. I coordinatori definiscono tale spazio. Lo stato di attuazione degli Urp descritto dalle ricerche considerate disegna un andamento che oscilla tra due poli. Arena G. Baglioni M. Comunicazione e sviluppo locale in tre casi regionaliRubbettino, Soveria Mannelli.

Borgonovo Re D.

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Dipartimento della Funzione PubblicaUrp on line. Indagine sullo stato di attuazione degli Uffici per le relazioni con il pubblicoa cura di A. Ambrosini, Rubbettino, Soveria Mannelli. Ducci G. Comunicazione pubblica e contesto organizzativoAngeli, Milano.

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Faccioli F. ModelliattoripercorsiCarocci, Roma.Da questa constatazione partono gli studi e le definizioni ormai consolidate di comunicazione sociale.

La comunicazione sociale come comunicazione pubblica 1. Il sito web della rivista. Stai commentando usando il tuo account WordPress. Stai commentando usando il tuo account Google. Stai commentando usando il tuo account Twitter. Stai commentando usando il tuo account Facebook. Notificami nuovi commenti via e-mail. Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail. Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

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Bibliografia Link Il sito web della rivista. Share this: Twitter Facebook. Mi piace: Mi piace Caricamento Rispondi Cancella risposta Scrivi qui il tuo commento Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:.

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Nome obbligatorio. Sito web. Notificami nuovi commenti via e-mail Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail. Osservatorio sulla comunicazione sociale e l'editoria del Terzo settore.

Aggiornamento link. Blog su WordPress. Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Per ulteriori informazioni, anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie.Gli studiosi della pubblica amministrazione sono inquadrati ora tra i giuristi, ora tra i politologi, ora tra gli economisti, ora tra gli ingegneri.

Questa debolezza sul piano degli ordinamenti universitari si riflette sulla didattica.

Chandni mahesh

In questi corsi, in effetti, spesso si insegna poca scienza politica: gli insegnamenti sono in prevalenza giuridici, economici e storici. Gli effetti degli ordinamenti universitari si producono anche sui corsi di studio post lauream. Vi sono numerosi dottorati e master dedicati alla pubblica amministrazione, che raramente riescono a essere interdisciplinari: singoli approcci disciplinari, soprattutto quello giuridico o quello economico, tendono a connotare fortemente questi corsi.

Vi sono, dunque, numerose esperienze di insegnamento di scienze amministrative, ma vi sono pochi studiosi della pubblica amministrazione, che il sistema universitario non riconosce come tali. Gli studi sulla pubblica amministrazione, infatti, non sono mai mancati. Scienze amministrative e scienze giuridiche. Molte delle iniziative appena menzionate si devono ai giuristi.

I giuristi, dunque, si sono sempre fatti carico dello studio della pubblica amministrazione, ma lo hanno fatto con i loro limiti e — come osservato da Sabino Cassese venticinque anni fa sul Foro italiano — con un certo distacco o disagio.

Il distacco e il disagio erano dovuti alla professata adesione al metodo giuridico, risalente a Vittorio Emanuele Orlando, che escludeva la contaminazione con altre discipline. In questo modo, le scelte legislative e regolamentari vengono fatte spesso senza cognizione di causa. Le pubbliche amministrazioni sono organizzazioni estremamente complesse, inserite in sistemi istituzionali a loro volta complessi, con dinamiche peculiari.

Per studiarle e per governarle, servono diverse conoscenze e competenze. Questa Rivista nasce dallo sforzo di metterle insieme, al servizio di studiosi e operatori, per contribuire al miglioramento dello studio e del funzionamento del sistema amministrativo.

Cassese S. Miglio G. Scarica il PDF. Gli studi sulla pubblica amministrazione in Italia. Scienze amministrative e scienze giuridiche Molte delle iniziative appena menzionate si devono ai giuristi.

Riferimenti bibliografici Cassese S. Articoli correlati.


Author: Shakataxe

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